Tuesday, 20 November 2012

AUTHORS IN AFRICA

I'm honoured to be part of the AIA Literary Project beeing added my name.
 
 
Authors in Africa was created with the intention to unite writers (of all genres) of African origins. Here, African authors get to spotlight themselves, their works, their experiences and their achievements. It is also a conducive platform for writers who aren’t yet authors, because book agents across Africa are here with their portfolios and requirements, ready to represent first-time authors and usher them into the world of publishing.
Furthermore, we explore what’s new and current with sizzling interviews and videos with African authors all over the world. To be part of this process, simply visit the "Contact Us"  page and send  an email..


Thursday, 15 November 2012

Women Against Infibulation- Donne contro l'Infibulazione


LO STRAPPO

Valentina Acava Mmaka e il collettivo GUGU WOMEN LAB di Cape Town

 

Durante gli otto mesi di lavoro con il Collettivo Gugu Women Lab a Cape Town, Sudafrica dove coordinavo un gruppo di lavoro composto da donne immigrate e sudafricane, abbiamo discusso su diversi temi legati alla violazione dei diritti umani nel mondo, partendo dalle esperienze personali delle stesse donne partecipanti. La mutilazione genitale femminile è una delle esperienze più forti condivise, e così nel contesto del laboratorio dove attraverso la scrittura si costruiva quotidianamente la propria responsabilità di esseri civici, fruitori e promotori di una identità culturale plurima, è nato un monologo scritto a più mani di cui qui viene proposto una parte.

[Questo monologo è stato scritto per ricordare le migliaia di donne che ancora oggi nel mondo subiscono le mutilazioni genitali femminili. Ne viene proposto uno stralcio qui di seguito]


 

 

Monday, 15 October 2012

ART PEACE PROJECT - NO MORE RACISM

PROGETTO DIDATTICO PER LE SCUOLE SECONDARIE DI I E II GRADO



Dal Sudafrica all’Italia per spiegare il razzismo e promuovere una cultura del dialogo
 

Il progetto didattico è un’ideazione della scrittrice e giornalista Valentina Acava Mmaka che da anni incontra studenti e insegnanti delle scuole per promuovere una cultura del dialogo e raccontare la diversità decostruendo pregiudizi e stereotipi che ruotano intorno all’immigrazione inserendola in un contesto socio politico  economico e culturale globale piu’ ampio .

Cresciuta in Sudafrica durante il regime dell’apartheid, Valentina Acava Mmaka è testimone diretta del regime segregazionista sudafricano nato a ridosso della II^ guerra mondiale sulle enclavi del nazismo, nel 1994 testimonia il passaggio dal regime segregazionista alla democrazia con l’elezione di Nelson Mandela a presidente della nuova Repubblica sudafricana. 

Contro nuovi razzismi e nuove forme di apartheid diffuse nelle nostre società, l’autrice  invita gli studenti a riflettere sui diritti umani e sui processi identitari e a ispirare modalità di partecipazione attiva in un contesto sociale e culturale eterogeneo.
 
 
Per fare richiesta del progetto e invitare l'autrice, scrivere alla mail valentinammaka(AT)gmail(DOT)com.

Saturday, 5 May 2012

Le piccole scelte che fanno la differenza

Cara Philo,

condividiamo così tanto insieme, la nostra immaginazione, il nostro peregrinare per le vie del mondo a parlare di diritti e di diversità, il nostro parlare concitato e appassionato in difesa dei deboli ci avvicina pur vivendo agli antipodi, io nel profondo sud dell’Africa australe e tu nel profondo nord dell’Europa artica, una distanza che non ci impedisce di condividere. Condividiamo innanzi tutto l’amore per il Kenya, il tuo paese, il mio paese. Si perché sebbene io non vi sia nata, qui è nata la mia famiglia, le mie figlie sono keniote e il loro certificato di nascita porta in calce la dicitura REPUBLIC OF KENYA.  Ma la ragione profonda di questo amore, affonda le sue radici in ciò che il Kenya ancora non ha… la promessa del domani.

Hai scritto che il nostro petrolio sono i giovani. Hai ragione Philo, i giovani sono la nostra ricchezza, lo sono sempre stati anche quando i nostri genitori e i nostri nonni erano bambini, erano ieri e sono oggi  coloro i quali domani dovranno rimediare ai nostri errori (che sappiamo impossibile), che dovranno cercare soluzioni per  creare una società globale sostenibile, umana. Sai,  ogni giorno negli occhi delle mie figlie, ancora troppo piccole per  influire sulla società civile direttamente con le loro scelte, vedo che non solo sono il futuro ma sono innanzi tutto l’adesso.  Le scelte che facciamo per loro oggi determineranno le loro azioni di domani ma inevitabilmente l’inizio del cammino ha un suo peso sul loro oggi. Se il terreno oggi è fangoso rischiano di arrivare al domani percorrendo un sentieri scivoloso e insidioso. A loro spetta il nostro sguardo, la nostra attenzione, la nostra lotta, il nostro coinvolgimento, a loro spetta il nostro rispetto. Ma come giustamente scrivi, come facciamo a dimostrare questa attenzione e questo rispetto se non concediamo loro ciò che gli serve per crescere? In Kenya, lo sappiamo, il 60 per cento della popolazione è sotto i 18 anni, l’analfabetismo è ancora una piaga e la disoccupazione dei giovani tra i 18 e i 26 anni è del 40%   per cento. Loro sono la voce di oggi, non solo quella di domani e perché domani questa voce possa farsi sentire e cambiare la colonna sonora che oggi stona nel paese, occorre dare loro l’opportunità di scrivere nuove note. Tu stessa hai usato la metafora della danza e del canto, mai scelta fu più appropriata per il Kenya.  Ma come si fa a cambiare musica senza un pentagramma nuovo? Non basta scrivere sopra le vecchie cancellature, ne occorre uno nuovo e il pentagramma è l’istruzione. Il Kenya ha messo l’istruzione al settimo posto delle sue priorità dopo la difesa e l’armamento.  . Ci pensi, venti di guerra che alitano al collo dei nostri figli!  E che dire dei parlamentari, ministri e del presidente che in Kenya è l’uomo più ricco del paese. Non è un controsenso? Non è legittimo pensare che il sistema funzioni con questa disparità e iniqua distribuzione delle risorse. Perché più i soldi restano confinati nelle roccaforti di pochi potenti, più si indebolisce e si allenta il filo sospeso che regge l’equilibrio sociale. Bisogna riuscire a rendere l’istruzione accessibile a tutti, in Kenya, in Sudafrica e nel mondo. Un seme che da sé non basta,  che richiede anche un terreno in cui coltivarla. Prospettive, opportunità, lavoro. E’ di questa mattina la notizia apparsa sul Sowetan di una madre di tre figli a Randfontein in Sudafrica, che ha imposto alla figlia di nove anni, di restare a casa a badare ai fratelli più piccoli perché lei deve andare nei campi a  lavorare. La bambina che andava a scuola scalza e senza cibo, aveva raggiunto buoni risultati, nonostante tutto.  Segnalato il caso dalle autorità scolastiche,  la madre è stata raggiunta dai servizi sociali ai quali ha spiegato che quando avrà soldi per comprare a sua figlia le scarpe e qualcuno che badi ai figli più piccoli la rimanderà a scuola. Ora il caso è all’attenzione del Dipartimento per lo sviluppo sociale del Gauteng. Cosa accadrà a quella bambina? Riuscirà a tornare a scuola dove l’aspettano i loro compagni di poco più fortunati di lei, se non altro perché hanno un paio di scarpe da indossare? Qui in Sudafrica se non hai i soldi per la scuola i figli restano a casa, così accade in Kenya, in Italia i  figli vanno a scuola lo stesso ma poi accade qualcosa che gli impedisce di camminare avanti. Sai ho provato ad immaginare a come deve essersi sentita quella bambina di Randfontein quando la madre le ha impedito di continuare ad  andare a scuola… Ho pensato alle  mie amiche di Jericho a Nairobi, cosa accadrebbe se i loro genitori dalle case di fango e zinco di Kiambio e Jericho dovessero dirgli che la scuola è finita per loro?. Tre anni fa venivano ogni giorno da me a fare merenda tornando da scuola. Alcune avevano le divise consumate, altre i calzini bucati e le scarpe cucite tante volte, eppure tiravano fuori con orgoglio dai loro zainetti usati e riusati i quaderni ricoperti con carta di giornale e mostrandomeli mi parlavano del loro futuro. Pensa nessuna di loro, mi ha mai detto che sognava di andarsene dal Kenya. Loro mi scrivono ancora a distanza di tempo, immagino a cosa potrebbero acquistare con gli scellini che usano per acquistare il francobollo per spedirmi una lettera… ma questo fatto mi inorgoglisce perché loro hanno fatto una scelta. Preferiscono un francobollo, la loro finestra sul mondo, a un vassoio di muffin al cioccolato o a un sacchetto di Big G, la Big Bubble del Kenya! Ecco dove risiedono le scelte, e tu lo sai benissimo cara Philo, che le scelte partono dal basso, dal singolo, da una piccola unione e poi hanno questo magico potere di allargarsi a macchia d’olio. Le bambine di Jericho avevano un sogno tre anni fa e ce l’hanno ancora oggi, loro stanno già scrivendo il futuro.  Chissà se riusciranno a realizzarlo? Se la loro strada non si fermerà prima che possa portarle un passo più lontano! Me lo domando ogni giorno.  E se ci riusciranno, saranno anch’esse vittime di un sistema politico basato sul tribalismo? Eh già perché poi tu punti il dito, e io insieme a te, sull’inopportuno sistema tribale vigente in Kenya che favorisce nella gerarchia sociale, coloro che appartengono ad una tribù piuttosto che ad un’altra. Sempre di quest’oggi è la notizia che il distretto municipale di Mopani nella regione del Limpopo in Sudafrica, ha sporto denuncia contro i manager che offrivano lavoro sulla base dell’appartenenza  tribale dei candidati. Vedi amica cara, anche nella nazione arcobaleno il tribalismo è una brutta bestia disarticolata! Sai pensandoci bene anche in Italia c’è tutt’ora in vigore un sistema preferenziale per accedere a determinati  posti di lavoro: le conoscenze. E’ sempre stato così… e in tutti gli ambiti professionali . Anche nell’ambito della cultura, mi dispiace dirlo perché ho visto amici  e colleghi soffrirne di questo, c’è una sorta di “selezione” che più che essere basata sulle competenze, è basata su rapporti di favoritismo, di preferenza, di conoscenza... Come vedi il mondo ruota e sembra che in questo movimento circolatorio le esperienze passano da un luogo all’altro,  varcando confini, cambiando nomi, lasciando la sostanza intatta.
Anche io mi auguro per il Kenya, il Sudafrica, l’Italia nelle quali vive una parte di me,  un presente che trovi il coraggio e il modo per spazzare via leadership avide di denaro e di potere e intraprenda la via della saggezza, quella che tu evochi citando Martin Luther King, Gandhi, Nelson Mandela.

Wednesday, 18 April 2012

Poetando tra i boschi incantati del Montefeltro

Rosana
Oggi incontriamo lo sguardo del Brasile negli occhi sorridenti di Rosana Crispim da Costa per parlare di poesia, quell’invisibile soffio vitale che dà forma alle emozioni e alle idee in un modo esclusivo e particolarissimo perché come teneva a dire Fernando Pessoa: una poesia è l’espressione  di quelle idee e sentimenti in un linguaggio unico perché nessuno parla in versi. 
Nata a San Paulo, da diversi anni  vive in Italia. Qui è' stata premiata al concorso Eks&Tra ed ha pubblicato la raccolta di poesie e prosa "Il Mio Corpo Traduce Molte Lingue" con Fara Editore. Le sue poesie sono state raccolte in quattro antologie poetiche. Ha collaborato con radio e televisioni private, realizzando servizi di attualità e costume. Nel 2006 l’antologia Desejo con Eks&tra editore è stata segnalata al Premio Popoli in Cammino. Prima classificata al concorso letterario “Lingua Madre” 2007. Vincitrice Premio Nazionale di Poesia “Città di Castorano”-AP- 2009. Vincitrice Premio Letterario SCRIVERE ALTROVE 2010, Cuneo. Da dieci anni è docente di giochi interculturali. Di recente ha iniziato l'attività di paroliere per diversi musicisti. Si presenta in diverse città con lo spettacolo “Poesie e Suoni Oltre i Confini” insieme ai musicisti Jamal Ouassini e Arup Kanti. Dal 2008 si presenta con lo spettacolo di lettura e musica Perla Nera, tratto da un suo racconto scritto per il progetto Melting Plot" . Nel maggio di 2010 ha pubblicato la sua ultima antologia “Tra Mura di Vento” – Editore Centro Studi Tindari Patti.
Il Montefeltro
Rosana vive  oggi nel suo rifugio tra i boschi del Montefeltro, a Sant’Agata, in quella zona della Romagna che fu terra dei Maltesta e vicina di casa del Poeta, Tonino Guerra che pur avendo da poco lasciato questa vita terrena, resta presente con la sua poesia e creatività tra i borghi di Pennabilll, i boschi e le colline.
In perfetta simbiosi con la natura, sulle tracce del suo Brasile lontano ma pur sempre palpitante nei versi che animano il suo immaginario, Rosana ci dona una voce e uno sguardo sull’universo poetico che ci circonda e che ignoriamo sospinti come siamo da un frettoloso passare, da un andirivieni senza sosta, senza soffermarsi. Da un germoglio di ciliegio ad un sasso depositato dal caso su un sentiero, da una porta aperta sulla strada al ramo spezzato di un pino, da un gatto che riposa davanti al camino ad una mano erosa dall’avvicendarsi delle stagioni, dal corpo di una donna abbandonata all’incanto della vita che nasce, tutto è poesia, poesia che circonda le nostre vite, le sfiora, le trapassa, ma spesso senza che ce ne accorgiamo perché non abbiamo imparato  ad educare i nostri sensi a cogliere quella poesia, quella “sensibilità” delle cose che si muove tra noi.  Rosana lo ha fatto, lo fa ogni giorno dal suo “pensatoio”,  nel suo nido incantato che assomiglia ad una dimora delle fiabe e che di fiabesco ha il fatto di essere un vecchio mulino del '500 di cui una parte è oggi anche un Bed & Breakfast, Il Molino del Gobbo, dedicato a tutti coloro che desiderano trascorrere momenti in armonia tra natura e poesia.

Uno degli stimoli offerti da questo incontro è anche una recente iniziativa che avrà luogo nel mese di maggio  ovvero uno spettacolo dal titolo Dialetti sulla valle del mondo, un’idea nata dal desiderio di celebrare l’incontro con l’altro passando attraverso la poesia, l’arte , la creatività valorizzando il territorio del Montefeltro e della Valmarecchia, terre storiche di immigrazione e di incontri tra culture e saperi.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Rosana, assumendo che la poesia  è dentro di noi, a prescindere dal fatto che la esterniamo o che coltiviamo o celebriamo questa “sensibilità”, quando è che tu diventi poeta? C’è stata una esperienza, un evento, un desiderio che ha segnato l’inizio del tuo poetare?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - La nascita della mia poesia è stata inconsapevole. E’ nata dal bisogno di comunicare i miei sentimenti perché ero impossibilitata di esprimerlo per le condizioni che vivevo da piccola. Ho iniziato a scrivere a 12 anni e vivevo in una famiglia difficile. L‘unico modo di volare e recarsi in un mondo libero era scrivere.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Tu sei brasiliana, di San Paolo e oggi vivi in Italia sulle belle colline del Montefeltro, una regione ricca di storia e di suggestioni paesaggistiche e culturali. In questi anni di vita italiana hai mai pensato se c’è qualcosa del Brasile che hai ritrovato in Montefeltro e qualcosa del Montefeltro che riconosci nel Brasile?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - La natura è il punto in comune con i due luoghi e purtroppo anche il precario investimento nella cultura che non manca di ricchezza ma solo più attenzione.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Come vivi il dialogo tra queste due madri (Italia e Brasile)?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - E’ contaminato di ricordi, addii e ritorni. Un dialogo diviso da un ponte che bisogna attraversare sempre da una parte all’altra.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Uno degli aspetti affascinanti del tuo lavoro è la lingua. Scrivi in italiano, una lingua adottiva. Che tipo di percorso hai dovuto fare per arrivare a scrivere in Italiano? (sarebbe bello sapere come nascono le tue poesie, direttamente in italiano o traduci dal brasiliano e poi scrivi o scriveresti mai in brasiliano? )
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Da quando sono arrivata in Italia senza parlare neppure una parola in italiano ho iniziato a scrivere in italiano, in modo assolutamente naif, perché sentivo il bisogno di comunicarmi e interagire con le mie emozioni e desideri. Oggi sono rare le mie poesie che nascono in portoghese.

Rosana e gli alberi
VALENTINA ACAVA MMAKA - Ti piace l’immagine de , “la cantora dei boschi”? Vivendo a Sant’Agata hai  un legame diretto e simbiotico con la natura che nelle tue poesie diventa anche metafora della vita. Quale è stata  la cosa che per prima ti ha incantato di questo territorio, quella che ha sfiorato per primo il tuo animo poetico? Cosa è il bosco per te?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Sarei onoratissima di poter essere chiamata la “cantora dei boschi”. I boschi del Montefeltro, specialmente quelli di Sant’Agata Feltria, mi hanno donato la simbiosi tra la saudade del mio paese di origine e l’accoglienza calda degli alberi che abbracciano la mia anima. Il bosco è la mia famiglia, dove vivono dèi che possono contare e consolarmi e anche gioire la mia crescita, sia quella umana che poetica.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Per fare capire a chi non conosce entrambe queste realtà dacci un’immagine poetica di San Paolo e una di Sant’Agata.
ROSANA CRISPIM DA COSTA -San Paulo è il mondo raccolto nella pancia, multiculturalismo inteso e vissuto. Sant’Agata Feltria è il riposo del guerriero per chi viaggia con la mente.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Parliamo adesso di Dialetti nella valle del mondo. Spiegaci questa immagine e come nasce l’idea di creare una iniziativa dove la poesia è protagonista assoluta e perdipiù dove gli immaginari del mondo si incontrano nel Montefeltro?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - E’ nata dalla scoperta tra le camminate nei boschi del Montefeltro abbinato alla poesia. Oggi abbiamo fondato un’associazione DLA’ DE FOSS per venire incontro al bisogno di incontrarci e parlare di natura, incontri e poesia. Lo spettacolo DIALETTI SULLE VALLE DEL MONDO è la comunione dell’arte dell’incontro non solo con la cittadinanza locale ma anche con quella che viene da fuori. Il Montefeltro è territorio migrante  e immigratorio. Per sapere di più sullo spettacolo andate sul link oppure  sul sito  dell'Associazione Dla' defoss.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Hai incontrato degli ostacoli o delle difficoltà nella realizzazione di questo progetto?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Nessuna risposta degli enti pubblici e ci stiamo finanziando da soli e con l’aiuto dei volontari. Ma il gruppo è fortissimo e la risposta sarà i teatri pieni.

VALENTINA ACAVA MMAKA - IN questa iniziativa ci saranno poeti migranti che scrivono in Italiano e poeti italiani che scrivono in dialetto. Un modo per congiungere immaginari, lingue, sensibilità diverse tra loro. Cosa ti aspetti da questa manifestazione?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Aspetto la festa e dare un’idea che la cultura non ha confini di comprensione e che dobbiamo lasciare da parte i pregiudizi.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Il poeta T. Eliot disse che” la vera poesia può comunicare anche prima di essere capita”. Sei d’accordo? Un po’ come la musica eppure la musica è immediata mentre la poesia è una conquista più lenta. In Italia e in modo più esteso in Europa la poesia è  poco letta e anche poco pubblicata. Perché secondo te?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Credo che la poesia prima viene sentita e la sua interpretazione è sempre molto personale. Non solo in Italia la poesia è poco letta ma in tutto il mondo. Credo che se nelle scuole si insegnasse a sviluppare la creatività e la  fantasia per scrivere  poesia al posto della lettura dei classici da memorizzare, il piacere di leggere la poesia sarebbe più stimolato.

VALENTINA ACAVA MMAKA - In che modo la poesia migliora il quotidiano dell’uomo?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Rappresentando le emozioni mentre lascia nella memoria il tempo vissuto.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Porti in giro per l’Italia due performances Perla Nera e Poesia e suoni oltre i confini. Ce ne parli?
ROSANA CRISPIM DA COSTA- Perla Nera  è un viaggio alla scoperta del Brasile, delle sue sonorità e delle storie disegnate sui volti della sua gente. Un Brasile che, nonostante le contraddizioni, si rivela migliore della promessa di civiltà e benessere che garantiscono i Paesi occidentali. In particolare, lItalia. La protagonista del racconto si chiama Dora è una brasiliana che si trasferisce in Italia in cerca di una vita più agiata. Ben presto però la sua vita diventerà solo “un libro con tante pagine strappate” come è sempre stato per generazioni di migranti. Nello spettacolo c’è l’accompagnamento musicale di due musicisti  e io recito il testo.
Poesia e suoni oltre i confini”è uno spettacolo recitato da me e con un  repertorio musicale. Si tratta di un insieme di brani sia strumentali che cantati, musica tradizionale e composizioni originali, dove l’improvvisazione è fondamentale, una musica di fusione che risente l’influenza e la provenienza di ogni singolo musicista. Le poesie proposte sono frutto di una ricerca che spazia dalle mie poesie alle poesie di autori contemporanei italiani e di altre nazionalità che parlano di libertà attraverso diversi tipi di viaggi: interiori, migratori, di vita, dolori e speranze.
L'ultimo libro

VALENTINA ACAVA MMAKA - Chi sono e sono stati i tuoi “amori” poeti? Qual è stata la prima poesia che ti ha fatto innamorare?
ROSANA CRISPIM DA COSTA - Neruda, Carlos Drumond de Andrade, Cecilia Meireles, Ungaretti e la meravigliosa Ana Cristina Cesar.


VALENTINA ACAVA MMAKA - La tua infanzia e adolescenza erano già abitate dalla poesia?
ROSANA CRISPIM DA COSTA  -Scrivo da quando ho 12 anni… prima di sognare di diventare una poetessa.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Hai un rituale nel tuo processo creativo? (dove, come, quando scrivi)?
ROSANA CRISPIM DA COSTA -L‘ispirazione mi arriva ovunque e di solito di sorpresa. Ma la mia casa è il luogo/santuario dove scrivo i miei versi.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Cosa faresti leggere ad un adolescente che non ha mai letto una poesia per tentare di avvicinarlo a questo linguaggio misterioso?
ROSANA CRISPIM DA COSTA -Prima di farlo leggere, farei una conversazione sulla fantasia e i pensieri , chiedendogli dopo di scrivere qualche verso. Così potrò conoscere la sua linea poetica. In Italia Alda Merini o Ungaretti.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Sai che in Italia c’è uno schizofrenico desiderio di scrivere nelle persone. Sembra che tutti vogliano scrivere. Tu cosa diresti a chi ti chiedesse come fare a scrivere poesia?
ROSANA CRISPIM DA COSTA  - Entrare dentro di sé e cercare di trasformare le emozioni e pensieri in versi. Ma senza nessuna pretesa. Credo che tutti possono scrivere poesia ma pochi diventano poeti.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Finisci questa frase: la poesia è…..
ROSANA CRISPIM DA COSTA  -aria fresca.


Rosana e la comunità dei poeti vi aspetta il 19 maggio a Santarcangelo di Romagna, presso la sala del teatro del Lavatoio alle ore 21.00. Saranno in scena Rosana Crispim da Costa, poetessa brasiliana; Viorel Boldis, poeta romeno; Andrea Garbin, poeta mantovano; Stefano Stargiotti, poeta romagnolo; Valbona Jakova, poetessa albanese; Peppe Consolmagno, musicista riminese; Gabriele Biei, musicista torinese.



In attesa di incontrare Rosana il 19 maggio due poesie:

Per dirti



Per dirti amore
ho dovuto
vivere mille vite
perché di terra sono fatta
terra lontana e calpestata
terra nostalgica e allontanata
per dirti amore
ho dovuto
graffiare il tuo petto forte
perché di acqua sono fatta
acqua oceanica e sconfinata
acqua salmastra e distratta
per dirti amore
ho dovuto
amare diversi volte
perché di aria sono fatta
aria calda e laboriosa
aria vitale e vittoriosa
per dirti amore
ho dovuto
rinascere senza pentimento
perché di fuoco sono fatta
fuoco ambiguo e seduttore
fuoco amico e protettore
oggi
per dirti amore
non devo fare niente di più
che amarti senza impedimenti
perché di te
io sono fatta


poesia pubblicata nel libro TRA MURA DI VENTO-TINDARI PATTI EDITORE


 
TENEREZZA


Attendo che il mare
mi dia un segnale
per capire dove arriverò
Forse, ad un porto sicuro
o in una isola tutta mia
Voglio sentire la mia
voce femminile
Sono stanca di fare l’uomo
e derubare con la tenerezza
tutte le frontiere del cuore
Non voglio né un amante, né un marito
Ma sì, un’anima
per tutta la vita


Poesia pubblicata nel libro MEMORIA IN VALIGIA- FARA EDITORE

Sunday, 15 April 2012

CALL FOR SUMISSION 2- KWANI MANUSCRIPT PROJECT



Here another interesting chance to catch up with: the KWANI MANUSCRIPT PROJECT
To celebrate the African novel and its adaptability and resilience, Kwani Trust announces a one-off new literary prize for African writing. The Kwani? Manuscript Project calls for the submission of unpublished fiction manuscripts from African writers across the continent and in the Diaspora.


SUBMISSION  GUIDELINES

Deadline: 20th August 2012
Word count: 60,000-120,000 words
Submissions should be adult literary or genre fiction (in the sense of not being 'children's fiction')
The work should be in English or 'Englishes'
The manuscript must be new in the sense that it is unpublished in book form (we will accept previously published submissions if circulation has been under 500 copies and limited to one national territory)
Eligible participants should have at least one parent born in an African country who holds citizenship of the same
Please send submissions by email, attached as a WORD doc to manuscript@kwani.org.
Formatting Guidelines:
Name of author (Times New Roman, 12. Bold left justified)
Contact address, telephone number and email (Times New Roman, 12. Bold left justified)
Title of manuscript (Times New Roman 14. Bold, centered)
The manuscript should be in Times New Roman, black, size 12, justified, 1.5 line spacing
Page numbers and name of author on every page please
Word count at the end of the manuscript, bold and left justified
Please also include a cover letter providing an overview and synopsis of the manuscript, and a brief author biography.
 

The top 3 manuscripts will be awarded cash prizes:
1st Prize: 300,000 KShs
2nd Prize: 150,000 KShs
3rd Prize: 75,000 KShs
 

Thursday, 12 April 2012

Creative Writing Workshop with Binyavanga Wainaina and Chimamanda N. Adichie

Colleagues, new writers here's an opportunity to live a 10 days workshop with authors Binyavanga Wainaina and Chimamanda Ngozi Adichie in Lagos. Follow the submission guidelines for the  2012 edition of the  FARAFINA TRUST CREATIVE WRITING WORKSHOP.
Farafina Trust will be holding a creative writing workshop in Lagos, organized by award-winning writer and creative director of Farafina Trust, Chimamanda Adichie, from August 14 to August 24 2012. The workshop is sponsored by Nigerian Breweries Plc. Guest w...riters, including the Caine Prize-winning Kenyan writer, Binyavanga Wainaina, and Jeffery Allen, will co-teach the workshop alongside Adichie.

The workshop will take the form of a class. Participants will be assigned a wide range of reading exercises, as well as daily writing exercises. The aim of the workshop is to improve the craft of Nigerian writers and to encourage published and unpublished writers by bringing different perspectives to the art of storytelling. Participation is limited only to those who apply and are accepted.

SUBMISSION GUIDELINES


 All material must be pasted or written in the body of the e-mail. Please DO NOT include any attachments in your e-mail. Applications with attachments will be automatically disqualified. The deadline for submissions is June 25 2012. Only those accepted to the workshop will be notified by July 31 2012. Accommodation in Lagos will be provided for all accepted applicants who are able to attend for the ten-day duration of the workshop. A literary evening of readings, open to the public, will be held at the end of the workshop on August 24, 2012.

To apply, send an e-mail to Udonandu2012@gmail.com.
Your e-mail subject should read: ‘Workshop Application.’

The body of the e-mail should contain the following:

 1. Your name
2. Your address
3. A few sentences about yourself
4. A writing sample of between 200 and 800 words. The sample can be either fiction or non-fiction.

Wednesday, 21 March 2012

Poetry and Human Rights.... a world day.

 
This year the equinox anticipated one day, so from yesterday is spring in the northern hemisphere and autumn in the southern one even though here in South Africa the weather looks like summer. Today here is Public Holiday, the 21th March 1960 South Africa was under the apartheid regime and the same same day in Sharpeville a horrible massacre took place. A crowd of unarmed people guided by activist Robert Mangaliso Sobukwe against the pass law, was attacked and shot by the police. None public officer was judged guilty for that mass offend.
Poetry Reading at Castel Sant 'Angelo, Rome 2002
Since 1966 the UN, in memory of that tragic event which took place in South Africa,  has declared the 21st March the International day Against Racism. But today is also the International Day of Poetry. And this morning a news went through different social networks and online magazine, Italian Poet Tonino Guerra passed away at the age of 93. Not many people abroad, especially here in South Africa know him, but Tonino Guerra has worked with film director Federico Fellini and this may sound more familiar to an international reader. This day celebrating poetry  all over the world  a great poets who taught the youth that “optimism is the scent of life”, has started a new journey to a mysterious country leaving us with an enormous heritage of culture.
Marcia Theophilo, Florin Mmaka at 4,
 Me and on the right poet Giovanni Tonelli
Lerici 2003
I’d also like to see these two International days: against racism and of poetry, joined by unique link. In the world, so many poets since the past, have fought against injustice through words and many poets have been persecuted for their activism and action letting us aware that words are never neutral, that words always says where do you stand and what do you stand for. I always chose Czeslaw Milosz who said “what is poetry for if not to liberate people”. Yes this is the spirit I could here make a list and quote so many poets who in different ways have been and still are activists, in first line defending human and civil  rights . But it would be unfair not to list them all so I ‘ve chosen one poet, who I personally know, the Brazilian poet MarciaTheophilo. Trying to define Marcia is hard, she is the poet, she is the poet who since she was a young anthropologist started “translating” the myths of the Amazon Forest for the common reader without simplifying but just giving an infinite account of what the language of the Indios with its musical sounds, means for the mankind of nowadays.  The calamity that human being has thrown on the Amazon says how bad human being have been and is destroying the Great Forest. Marcia through her poems first she has brought the great heritage of the TUPI language, the language of the Indios, which could have been lost long time ago; she has brought to our attention the great myths and legends of the Amazon, with all its creatures and colors, scents and sounds;  she has shown that is possible to fight for the right using words;  the cause of the Amazon is the cause of all human being and is not only the destroying of trees and plants, but a great loss of indigenous people who live in close relationship with their environment, and the loss of their unique culture, language, knowledge of which we can't live without.

I met Marcia the first time, after a long exchange of e-mails,  in her apartment-workshop-studio set along the Tevere in Rome, together with her partner Aldo Turchiaro, an amazing painter who had been able with his intense colors and essential lines to translate Marcia’s poetry in images.
I was honored of her preface on my first poetry collection L’Ottava Nota,  and being together in international Poetry Festivals and in that beautiful landscape which is the one of Lerici launching one of my books from  the top of an ancient castle facing the beautiful Mar Ligure.  Marcia thank you for entered in my life, we still have Aldo’s painting on our wall and the little matrioska Florin gazes at when I talk about you….but most of all thank you for your  voice which , even after a long time, still waves in my ears and let me feel the greatness of your words.

This is one of the interview I did to Marcia in 2002. Published on the literary magazine ALICE.
VALENTINA ACAVA MMAKA -Marcia Theophilo, you were born in Fortaleza, on the North-East coast of Brazil, which are your most vivid memories of your Brazilian childhood?
MARCIA THEOPHILO - I grew up with other children, with the multicolored species of birds. I've known the forest from infancy. My paternal grandparents came from the Amazon, where my father was born.
In the Amazon of my childhood the children lived in the villages in total freedom. They played and the playing itself taught them to live, to pick the fruit from the trees, to mimic the sound of the birds and of other animals; to live rain and water as an element of play.

VALENTINA ACAVA MMAKA - In African countries, but also in Latin-America, family symbolizes the solid point in the life of the people. The family is large, people participate in it, they gather together, stay with each other even with little means.
What sort of family did you grow up in?
MARCIA THEOPHILO - Ours was a numerous family. My grandmother was born in the forest, and my father also is a child of the Amazon. The meeting with these proud, extraordinary people sparked the beginnings of my lyrical interests. My mother's family, on the other hand, is of Portuguese origin. They represented the city, the school, the rules of European life for me.

VALENTINA ACAVA MMAKA -  How would you define your childhood?
MARCIA THEOPHILO - I say that the poet is childhood. My childhood was filled with immense spaces, enormous trees and with flowers and fruits of the brightest colors. And all of this is my poetry.
VALENTINA ACAVA MMAKA -Which were the stories and legends were you told when you were little?
My paternal grandmother was the first person to narrate the myths to me. The immense visions of the river, the voices of the wind, the metamorphosis of the moon; stories of sirens and of gnomes. She made me aware of the polyphony of the voices and the sounds of nature where the animals, the trees, the flowers were characters who knew how to communicate with each other and with human beings. She was a grand Indian matriarch who told stories.

VALENTINA ACAVA MMAKA - What are the most beautiful memories you have of those times?
MARCIA THEOPHILO - As I told you, I was brought up in the forest, in total freedom. At that time, at only five years of age, I learned to write and from them on I was elected by my family, by my clan, as the scribe. I was respected for this and my work was given its due acknowledgement. I wrote letters for my grandmother; poetry dedicated to their boyfriends for my girlfriends; stories to perform. I was Marcia the scribe and it's from this precautious beginning that my life as a poet evolved.
VALENTINA ACAVA MMAKA - What did you use to read in your adolescence? Have there been literary characters that enchanted you and left you a mark inside you?
MARCIA THEOPHILO - The first books I read, during my childhood still, were those of Monteiro Lobato: "O sitio do picapau amarelo" (The Farm of the Yellow Wood-Pecker), which is a series of very popular books in the countries where Portuguese is spoken. It narrates stories in which imagination and fantasy are intertwined with reality. All the characters in this book fascinated me a lot but above all there was Emilia, a rag doll who could talk. Later my favorite character was Don Quixote.

VALENTINA ACAVA MMAKA - What did you think you would do when you grew up?
MARCIA THEOPHILO - I dreamed of being a poet.
VALENTINA ACAVA MMAKA - You studied anthropology in Rio and San Paulo; what memories do you have of your university years in Brazil? Why did you choose to study anthropology? What did you find fascinating about this science?
MARCIA THEOPHILO - They were incandescent years of great changes. I was interested in the difficult condition of the Amazon-Indians. I wanted to understand their humanity, which is pure at its origin and because of this threatened by degradation and exposed to great peril, in depth. Through my grandmother's tales I learned the meaning of their deep union with the forest, and through my experiences I became interested in the origins of the Amazon-Indians' culture. In my work I tried to make a fusion between emotional memory and cultural memory, between poetry and documentation, between the archaic world and the contemporary world and thus creating a whole in which all these issues intertwine. However, I believe that without the poetry one cannot reach the forest's soul. Anthropology is a subject which in the end favors objects and the material culture. I favor the lighter subject - the soul - poetry.
VALENTINA ACAVA MMAKA - In Brazil you were part of a group of avant-garde artists such as M.Bonomi, Otavio Araujo, Ubirajara, and L. Abramo who were active in San Paolo. What did you talk about when you met?
MARCIA THEOPHILO - I worked with important Brazilian artists: writing poetry for their catalogues and their exhibitions, and, in time, short essays published in a magazine called Science and Culture. Frequenting the world of each of these artists became a regular habit in my life as did the interaction between visual art and poetry. All the poems which I wrote on their work are collected in my first book which was published in 1974.
The historic avant-garde is solely a European phenomenon and was vital only at the beginning of the twentieth century. After that there were movements of neo-avant-garde. This means they have the defect of the neo. On the whole the protagonists of the avant-garde were active until before the second world war. Today I'm motivated by everything that transcends boundaries and slogans invented by the critics and by the market.
VALENTINA ACAVA MMAKA - When then did you become interested in man's emotional sphere and when did you begin to write poetry? Do you remember your first poem?
MARCIA THEOPHILO - The emotional sphere has always interested me. I began writing my first poems at the age of thirteen. They were poems which emulated the romantic writers. At the age of fourteen I sent two haikus to a newspaper's poetry competition, and I won it. The prize was a trip to Petropolis.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Did anthropology somehow steer you both to poetry and to the search for a more complete understanding of mankind?
MARCIA THEOPHILO - Poetry brought me to anthropology, not the other way round. Poetry evoked myths and rituals and gave me the possibility of perceiving the spirit of this primary, rather than primitive, humanity in its original and highest state, and therefore close to the myth of origin and the divine according to the animism of the Amazon's tribes. To understand the essence of all this was possible with poetry and with the records of words and images which correspond to unique and irreplaceable beings, because each one of them is part of this marvellous ancient civilisation. Certainly only the latest technology, with its barbarisms, could be so audacious as to penetrate into a forest like the Amazon that had sealed in its core an infinite richness which the blast of the bulldozers is systematically destroying.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Literature wise, who are the writers that formed you?
MARCIA THEOPHILO - I began reading the Portuguese and Brazilian classics in my adolescence. For example Letters by Pero Vaz de Camianha, which are the chronicles of the first travels and first contacts between the Amazon-Indians and of the Portuguese; Pilgrimage by José de Anchieta, a seventeenth's century travel book; and other authors such as Eça de Queiroz, Camões, Jose' de Alencar, Gonsalves Dias, Castro Alves. I also read the French and Russian classics. I liked Racine very much, and Victor Hugo, Camus, Tolstoi and, above all, Dostoevski. I also loved the Latin poets like Lucretius and Ovid. The characters which enchanted me are many, I read with great empathy, but perhaps more than anybody I was enchanted by Don Quixote and the Prince Minskin of Dostojevski's "Idiot".
VALENTINA ACAVA MMAKA - You had a deep friendship with the Spanish poet Rafael Alberti, which continued also during the difficult period of his exile. He wrote about you: With a knot in her throat/ Marcia Theophilo shouts,/ Marcia Theophilo sings./ Profound heart vigilant,/ hard voice denouncing/ in clear, open smile. How has his friendship affected you?
MARCIA THEOPHILO - The relationship with Rafael Alberti was born from my admiration for his capacity to fuse painting and poetry, animating the verses with images. Beyond this love for his painting and his poetry what united me in friendship with Rafael was his political involvement in the cause for freedom. It was a great friendship. I have to acknowledge that it gave an enormous input to my work, given that Rafael was a great poet who was also gifted with immense self-expression in his public recitals, and there I discovered that I too could develop a way of communicating to people through performance. But, above all, I understood that my territory, the well from which to draw, was not the prairie of the European culture, but my Brazilian and Amazon one.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Where does your poetry come from?
MARCIA THEOPHILO - It is born from the music of words, not from an idea. Its origin comes from the musicality of the Amazon-Indians' words.
VALENTINA ACAVA MMAKA- Talking about music, you studied the piano for seven years: your mother wanted you to become a concert pianist. How much did this influence your poetry?
MARCIA THEOPHILO - A lot. When I write I associate words to a melody, to a musical motif and often tied to the flute or drum.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Through poetry you've chosen to give voice to nature: that nature which lives and reproduces herself, which grows and multiplies, but, above all, to the one who suffers at the hands of man. How can poetry be the messenger for an idea?
MARCIA THEOPHILO - I think that Franco Loi gave a good answer to this in a review of my book I Sing the Amazon: «Certainly poetry does not offer ideologies or easy changes, but it speaks to consciences and souls, and its task has for ever been that of keeping awake the highest sense of correct mission and of true values in humanity».
VALENTINA ACAVA MMAKA - Marcia Theophilo and the forest. Do you feel more mother or daughter? Or maybe it's the same thing?
MARCIA THEOPHILO - My Indian side tells me that man and nature is the same thing. European culture, with its humanistic approach that favours separation, is today in a deep crisis.
VALENTINA ACAVA MMAKA - How then does Western culture differ from the culture of the Southern hemisphere, or more specifically, that of the Amazon-Indians', in its relationship with nature?
MARCIA THEOPHILO -The difference between the Western idea of nature and ours is that in the Western culture a tree is regarded as a decorative element of the landscape, whilst we consider it as being at one with our existence. Today Brazil is divided in two: on the one side there is the bourgeoisie and a country which is progressing, on the other side there are the abandoned children, the trees, the animals and all that which appertains to the emotional world which is not inserted in the economic system and which the powers that be ignore. Only when the system will be able to understand that plants are not only an ornament of the landscape, but sacred living beings, and that they are also life and oxygen; when it will understand that to violate infancy and also put at risk the future of adults, only then things will be able to change.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Your poetry speaks of the Amazon-Indians, gives them a voice: describes to us their bond with the cosmos.
MARCIA THEOPHILO - I believe in the culture of origin rather than the academic one (necessary as it may be). Therefore, listening to the voice of my paternal origins, I allowed that which is dictated by my inspiration to flow. We know that the Amazon-Indians had an uninterrupted continuity with the environment and have never sought a separation from it.

VALENTINA ACAVA MMAKA - In your poetry you mix Portuguese and Italian . . .
MARCIA THEOPHILO - I think that Mario Luzi, in his introduction to my last book, Kupahuba - the Tree of the Sacred Spirit, explained my relationship with the two languages well: «Theophilo's Italian translation seems to be a twofold text. And this is not of little value given that the writer successfully expresses the rhythmic and the timbre system of the Italian language and yet, to my mind, without minimally sacrificing the rhythm of the original sound of the Brazilian-Portuguese language».
VALENTIN ACAVA MMAKA - It is said that the destiny or one of the characteristics of a human being is written in his name. In your poetry one meets marvellous creatures with fabolous names .  How important are names in the Amazon-Indians' culture?
MARCIA THEOPHILO - The names the Amazon-Indians have are names of flowers, animals, divinities of the forest. And it's by calling themselves thus that they again reinforce their profound relationship with nature. The less the names are spoken the more they become permeated with mystery, and so the Amazon-Indian names haven't become widespread like those of the European language. Given that they are less known they retain a major force of mystery.

VALENTINA ACAVA MMAKA - You write: the forest is my dictionary, as though it is she who dictates the verses of your poetry. Is that correct? What work do you do on the words?
MARCIA THEOPHILO - The dictionary is considered the collective reference for words, yet it is always limited in its numbers. The dictionary of the forest seems to me to be unlimited, infinite, where there are new words. The sea is also a dictionary as is the sky.
Mine is a work of research. Above all it is a research into my personal memory, in my memories of my family. Then I go directly to the place itself, the Forest, to look for verification. I look for the ancient origin of the names of the trees, the fruits, the animals, the rivers. They are names which already have the rhythms of musical notes in themselves: araracanga, kupahuba, jabuticabeira, ubirajara, mangalo, macaranduba.

VALENTINA ACAVA MMAKA - You've frequented or frequent memory a lot: first as an anthropologist and then as a poet. What is your relationship with memory?
MARCIA THEOPHILO - For me memory does not have borders, it begins from afar going backwards, and then continues from afar coming forwards.

VALENTINA ACAVA MMAKA - In your book, The Jaguar Children, you compare the children who are born and live in the forest to those who are born and live in a different type of forest - the cement one which is the big metropolis. Are there still jaguar children in the forest today? And how are the ones who live in the city?
MARCIA THEOPHILO - The name jaguar is a metaphor to give children a strength which is denied to a lot of them in Latin American cities. In fact they are abandoned in the metropolis and they wander like starving gangs in search for affection and food. It's a warning to those who undervalue their force and their presence.

VALENTINA ACAVA MMAKA - Have you come across awareness for the fate of the forest and the indigenous people amongst the young Brazilian poets? I mean are there others who use their art as messenger for a cause?
MARCIA THEOPHILO -The Brazilian political climate does not facilitate new voices: it's enough to read the political position on the Amazon. Politicians consider the Amazon to be an exclusively Brazilian commodity and that's why they feel that they can administer it in a nationalistic fashion; and this too is right, but only relatively so. That which is lost on politicians and businessmen is that if the oxygen which the forest generates disappears the whole planet will bear the consequences.

VALENTINA ACAVA MMAKA - What did poetry taught you and what is it still teaching you?
MARCIA THEOPHILO - What poetry has taught me is that one must invent it. That one has to invent the rules and not follow them.
VALENTINA ACAVA MMAKA - Can you give our readers the names of young Brazilian or Portuguese poets who deserve to be read, and why?
MARCIA THEOPHILO -I have, in fact, an anthology of Brazilian poets which I've translated to show publishers, but the voices I know are not antiestablishment voices. Let's hope that there are some hidden voices.
VALENTINA ACAVA MMAKA - You've received many prestigious recognitions for your work. You were also a candidate for the Nobel Prize. What would winning this prize mean to you?
MARCIA THEOPHILO - Winning prizes is a dangerous goal, but they help communicate to others what is being hatched inside of us, and this could be helpful to others. Defending trees is today a goal which is of interest to both the planet and man because of the air we breathe.
 
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